Passa ai contenuti principali

KOBUDO: L'ARTE ARMATA DI OKINAWA CONSIGLI PER LA MANUTENZIONE DEGLI ATTREZZI

KOBUDO: L'ARTE ARMATA DI OKINAWA
CONSIGLI PER LA MANUTENZIONE DEGLI ATTREZZI

Buongiorno lettori e buon inizio di settimana, oggi voglio parlarvi di quell'arte Okinawense nota ai praticanti di karate in quanto spesso definita come la controparte "armata" della via della mano vuota. Nello specifico però, dopo una breve introduzione a quella che in realtà è una forma di combattimento che si sviluppò sull'isola di Okinawa, vi proporrò un semplice metodo preventivo per cercare di mantenere curati nel tempo i vostri attrezzi. Come ogni attrezzatura infatti anche le armi utilizzate nella pratica del kobudo, necessitano di alcune precauzioni per far si che durino durante il corso della vita. Essendo questi attrezzi costituiti da parti metalliche e da legno di diverse varietà è importante ricordare che alcuni agenti atmosferici possono nel tempo rovinarli e quindi renderli inutilizzabili. Inoltre dettaglio non da poco è il costo di questi attrezzi. Infatti nonostante ci sono attrezzi di diversa qualità e quindi di prezzo generalmente per praticare kobudo bisogna poter spendere una cifra relativamente considerevole per comprare le armi che vengono studiate. Ci sono scuole che praticano kobudo utilizzando solo alcune delle diverse armi esistenti però anche solo per comprare due o tre armi di discreta qualità bisogna sborsare dei bei soldini quindi se non si ha l'accortezza di prevenire che questi attrezzi si rompano si può rischiare di dover spendere diversi soldi durante il corso degli anni. Ovviamente in base alle disponibilità economiche di ogni persona questo può essere un problema o può non esserlo affatto, però essendo io una persona che crede che il consumismo sia la rovina del mondo moderno, tendo a far si che ogni cosa duri il più possibile per evitare inutili spese e sprechi. 

Il kobudo è definito dagli studiosi come un'antica forma di combattimento che prevede l'utilizzo di attrezzi che erano di uso comune nella vita di ogni giorno sull'isola di Okinawa nei tempi antichi. 


Si è sviluppato in seguito grazie alla ricerca di alcuni grandi pionieri che unirono le varie ma limitate conoscenze di alcuni maestri esperti nell'utilizzo di poche armi, in un sistema più profondo e completo che ha preso i tratti di un'arte marziale vera e propria. Infatti prima e durante i primi anni del 1900 nei diversi villaggi dell'isola si studiavano i principi combattivi legati all'utilizzo di limitati oggetti che si usavano nelle attività quotidiane e questo accadeva per via del divieto del possesso e dell'utilizzo di armi classiche. Difficilmente però la leggenda che vede i contadini ed i pescatori come i creatori di questo sistema può essere realmente storica in quanto il limitato tempo che queste categorie di persone avevano per via del lavoro che svolgevano, non consentiva loro di poter mettere a punto un sistema tanto complesso. In ogni caso questa antica arte è arrivata ai nostri giorni e grazie al suo studio si possono apprendere dei principi che possono essere applicati ad attrezzi e strumenti che oggi possiamo facilmente avere tra le mani. Infatti per difendersi è possibile usare anche una scopa, un ombrello ma anche delle scarpe e numerosi altri oggetti possono tornare utili in caso di difesa se si sa come utilizzarli. Il kobudo quindi ieri come oggi può tornare utile come forma di protezione personale ma è alla pari del karate o altre arti marziali una via verso il miglioramento di se stessi attraverso l'allenamento psico-fisico.













Piccolo "restauro" naturale degli attrezzi 
Ora vi propongo un metodo semplice e relativamente rapido per prendervi cura periodicamente delle vostre armi. Io consiglio di ripetere questo procedimento almeno una volta all'anno ma questo tempo può cambiare anche dall'utilizzo che fate delle armi. Se possedete due armi dello stesso tipo (ad esempio due tonfa o due sai) potete scegliere di utilizzarne una per l'esecuzione di kata e kihon ed un'altra per il kumite o comunque per un utilizzo che prevede lo scontro con altre armi. In questo caso ovviamente l'arma che utilizzerete per il kumite avrà più bisogno di precauzioni che possono prevedere anche l'applicazione su di esse di materiale protettivo per attutire i colpi. Se invece avete una sola arma allora vi consiglio oltre a quelle precauzioni di eseguire trattamenti come quello che vi propongo ora.

Primo passaggio: prendete le vostre armi fatte di legno e levigatele cercando di rimuovere la vecchia vernice. In questo modo diverse ammaccature, graffi e danni verranno rimossi o comunque ridotti. Per fare questo utilizzate della carta vetro. Potete munirvi di olio di gomito utilizzando la vostra forza oppure aiutarvi utilizzando appositi strumenti elettrici. Cercate di non calcare troppo per non deformare la linea dell'attrezzo.  

Una volta eseguito questo passaggio noterete al tatto che le armi saranno lisce e sopratutto avendo rimosso la vecchia vernice avrete la bella sensazione di tenere tra le mani il legno naturale. Infatti le vernici solitamente applicate sono chimiche. 

Secondo passaggio: fate scaldare in un pentolino una piccola quantità di olio di oliva e un piccolo pezzettino di cera d'api. Quest'ultima potete trovarla in erboristeria oppure da un produttore di miele. Vi consiglio il secondo sopratutto se il produttore in questione è attento a dare alle proprie api un riguardo speciale in quanto questo insetto è fondamentale per la vita sul nostro pianeta e non va assolutamente sfruttato fino a portarlo alla morte. Fate attenzione a non far bruciare l'olio quindi a fiamma molto bassa fate sciogliere completamente la cera e poi spegnete il fuoco. 

 Ora potete procedere con l'applicazione dell'olio e la cera sulle parti in legno delle vostre armi. Cercate di applicare il tutto prima che la cera inizia a solidificare in quanto renderebbe più difficile l'operazione. Quando il composto è troppo solido potete nuovamente scaldarlo. 

Terzo passaggio: applicate con le mani il composto sulle armi cercando di spalmarlo su tutta la superficie dell'attrezzo in modo omogeneo. Attenzione che l'olio è caldo quindi inizialmente scotterà leggermente. Noterete subito che il legno sembrerà nutrirsi di questo composto. 




Una volta applicato sull'arma il composto cercate di riporla in un luogo dove possa asciugarsi facilmente. Vi consiglio se il meteo lo consente di metterla fuori in modo che l'aria faciliti l'operazione di asciugatura.

Quarto passaggio: lasciate che il legno assorba completamente il composto. Ponete quindi l'arma in modo che tocchi il meno possibile su qualsiasi superficie. La cosa migliore è legarla in modo che asciughi facilmente su ogni lato. Potranno volerci anche un paio di giorni prima che il legno assorba completamente l'olio e la cera si solidifichi completamente rivestendo il legno di una membrana protettiva. 





Una volta asciugata l'arma avrà un aspetto sano, protetto, il colore sarà più scuro e al tatto l'arma sarà piacevole da utilizzare. Se avrete messo eccessivo composto passate un panno per asciugarlo. 

Il risultato sarà questo:




Una chicca: se volete nel composto potete aggiungere una piccola quantità di olio di neem che proteggerà il legno dai tarli in quanto quest'olio ha un odore che infastidisce gli acari e gli insetti.

Questo è una tecnica semplice da applicare per mantenere le vostre armi nel tempo, ovviamente ce ne saranno tante altre anche migliori di questa che probabilmente prevedono l'utilizzo di vernici chimiche, insetticida e che dureranno anche di più nel tempo. Io però amo le cose naturali e qui ho voluto indicarvi un metodo che è comunque efficace e che nutre il legno senza spendere troppi soldi.  

Per quanto riguarda le armi metalliche o le parti metalliche presenti anche nelle armi di legno (vedi i kama) pulitele bene e poi con un panno cospargetele di olio, questo proteggerà il metallo.

Sono giunto al termine di questo mio articolo, e mi auguro che questo metodo possa aiutarvi a mantenere in buono stato le vostre armi e a garantirvi un maggior piacere nella pratica di questa bellissima arte marziale. Non mi resta che augurarvi una buona giornata e invitare chi ancora non ha avuto modo di praticare il kobudo di provare a farlo. Non ne rimarrete delusi.

A presto. 



 

Commenti

Post popolari in questo blog

COMPRENDERE QUELLO CHE DICIAMO: l'importanza delle parole nella pratica dell'arte marziale.

COMPRENDERE QUELLO CHE DICIAMO: l'importanza delle parole nella pratica dell'arte marziale. Con questo articolo che preciso subito non è frutto del mio lavoro ma che mi è stato concesso di pubblicare in questa sede da parte di Francesco in arte Karatesen, fondatore di  http://www.karatesen.it , intendo mettere a disposizione dei miei lettori questo, a mio avviso, molto importante lavoro che parla di una parola, un termine, che molti praticanti di karate (soprattutto coloro che vengono dallo stile Shotokan) utilizzano fin dai primi allenamenti ma che molto probabilmente non hanno nemmeno idea di che cosa significa o da che contesto deriva. Io sicuramente prima di essermi messo alla ricerca del significato di questo termine non sapevo quasi nulla sulla sua origine, sapevo solo che viene usato nel karate in diverse circostanze: si usa come saluto prima e dopo la lezione di karate, si usa come termine di consenso, per annuire e rispondere quando si è capito qualcosa ma anche

KARATE: TERMINI POCO CONOSCIUTI.

    PRATICHI KARATE? ECCO ALCUNI TERMINI DI CUI PROBABILMENTE NON HAI MAI SENTITO PARLARE. Ho il piacere di presentarvi parte della terminologia utilizzata durante la pratica nei dojo tradizionali sull'isola di Okinawa. Se vi interessa scoprire di più sulle origini del karate e se desiderate recarvi sull'isola giapponese per allenarvi sono sicuro che troverete utile questo lavoro. Non è la prima volta che mi appresto a scrivere di un tema che a mio avviso è molto importante per un praticante, e nel mio caso, un appassionato di arti marziali. Il tema in questione riguarda la “tradizione”, ovvero tutto quello che riguarda usi, costumi e valori che caratterizzano il patrimonio di una determinata cultura. Nel caso specifico del karate parliamo di cultura okinawense, ovvero quella sviluppatasi sull’isola di  Okinawa  che si trova nell’arcipelago delle Ryukyu in Giappone. Quando il karate

UNA LEZIONE DI VITA.

UNA LEZIONE DI VITA. Buonasera lettori, è con grande dolore e lacrime agli occhi che mi appresto a scrivere di una grande lezione che la vita mi ha riservato il giorno 6 marzo nel quale oltre alla febbre e l'ansia per la situazione che stiamo vivendo, ho potuto capire quanto sia importante ogni nostra azione nei confronti del mondo. Con questo scritto credo d voler dare una giustificazione ed un senso a quanto ho deciso di fare e di cui in parte provo sensi di colpa, ma intendo anche condividere una importante consapevolezza che ho maturato. Da circa un mese e mezzo io e la mia compagna avevamo deciso di adottare una femmina di Calopsite, una simpatica pappagallina con origini australiane, che era diventata "di troppo" in una famiglia nelle cerchie delle nostre conoscenze. Non avremmo mai voluto prendere un volatile in quanto contrari alle costrizioni nei confronti di una delle specie animali che maggiormente incarnano il concetto di libertà. Abbiamo decis