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Applicazione del kata Naihanchi (Tekki) shodan

Applicazione del kata Naihanchi (Tekki) shodan

Yasuhiro Konishi e Motobu Choki nel dojo Ryobu-kan


Primo movimento:

Eccomi cari lettori ad illustrarvi la fase iniziale del kata che fa da base in tutti gli stili praticati nell'area dello Shuri-te e in alcuni del Tomari-te. Questo kata è definito da molti come uno di quelli più adatti alla difesa personale. Non per niente il famoso maestro Choki Motobu utilizzava molto questo kata tanto da farlo divenire un vero "stile" di karate. Sulla base di questa forma antica il maestro creò esercizi da praticare singolarmente, per sviluppare le tecniche in essa presenti, oltre a degli esercizi di kumite e difesa personale. Cercò di estrapolare da questo kata tutto il possibile ma dopo averlo studiato una vita intera sosteneva di non conoscerne ancora tutte le sue sfaccettature. Nelle immagini che riporterò di seguito sarà possibile farsi un'idea su come Motobu no saru (la scimmia) cercava di apllicare questo kata ad aggressioni che si possono subire nella vita. 

La persona che in queste foto si difende è Yasuhiro Konishi, fondatore dello stile Shindo Jinen ryu, amico di Choki Motobu e suo grande ammiratore.


Nella prima immagine possiamo vedere una tipico atto di violenza che si svolge con un bloccaggio, da parte di due aggressori,alle braccia del difensore.
Nel secondo passaggio possiamo notare il primo passo presente nel kata Naihanchi (Tekki) eseguito solo dopo che colui che si difende gira la testa per guardare l'avversario opposto a quello che decide di attaccare. Questa "finta" permette di sorprendere l'avversario che si decide di respingere con la tecnica seguente. (Il kata praticato da Choki Motobu comprende infatti uno sguardo a sinistra ed uno a destra prima di eseguire il primo passo).
Nella terza foto possiamo capire il significato del primo passo (kosa dachi). Infatti grazie a quel passo si ha la possibilità di avvicinarsi all'attaccante per poi caricare la gamba per andare a colpire, allontanare o bloccare il bersaglio. 
In questa quarta fotografia si vede come la precedente tecnica ha consentito a tori (colui che esegue il kata e si difende)di liberarsi da uno dei due uke (colui che attacca).
Nell'ultima foto notiamo come Yasuhiro Konishi sfruttando la presa dell'altro avversario, per restare in equilibrio, gira sul piede di appoggio per cadere vicino a quest'ultimo per poi colpirlo con un pugno (uraken uchi. In questo caso  viene utilizzata questa tecnica ma è possibile utilizzare anche la tecnica originale presente nel kata portata con il dorso della mano aperta (haishu uke).

Ora vediamo la stessa sequenza grazie a questa animazione che ho creato utilizzando le foto disponibili che rappresentano la medesima applicazione eseguita però in questo caso da Choki Motobu.



 Conclusione:

Questa semplice illustrazione presa dal libro Konishi Zukai karate del 1956 (trovato in formato PDF sul sito: University of Hawai'i at Manoa library)  è identica a quella trovata nel libro di Choki Motobu tradotto da Patrick McCarthy nella quale a difendersi è proprio il maestro autore del libro. 

Ho voluto condividere questa applicazione perchè la trovo molto reale e se praticata può diventare molto utile per la difesa. 

Di seguito i due maestri insieme durante un allenamento nel dojo di Yasuhiro Konishi.


Alla prossima, un saluto da Mario

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